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29 luglio 2010
L'esempio viene sempre dal basso

La cosiddetta manovra prevede di dissanguare gli “onorevoli” decurtando il loro stipendio di “ben” 1000 euro netti mensili !
Con la stessa cifra, nel nostro Paese, ci sono molte persone che vivono un intero mese mantenendo una famiglia e pagando le varie gabelle per mantenere gli stessi “onorevoli”.
E’ mai possibile che l’esempio venga sempre dal basso e che nessuno, dall’”alto” si vergogni?
adestra
| inviato da adestra il 29/7/2010 alle 20:2 | |
28 luglio 2010
Il tavolino di Torino

Che il tavolo di Torino, in cui si discuteva non solo della posizione della Fiat rispetto alla produzione nei suoi stabilimenti ma anche e forse soprattutto sul come rendere il Paese Italia competitivo rispetto al mondo che ci circonda, sia diventato il solito tavolino lo avevamo previsto.
Marchionne ha fatto delle dichiarazioni importanti da cui dipenderà non solo il livello occupazionale legato all’auto ma quello legato all’intera politica industriale italiana.
"Siamo l'unica azienda, ha detto il valente AD della Fiat, ad investire 20 miliardi nel Paese, una cifra pari quasi a quella della Finanziaria. Ma dobbiamo avere garanzie che gli stabilimenti possano funzionare”.
E, per lui, a questo punto "ci sono solo due parole che richiedono di essere pronunciate una è sì, l'altra é no".
Una risposta affermativa, ha spiegato, "vuol dire modernizzare la rete produttiva italiana", mentre una negativa significherebbe "lasciare le cose come stanno, accettando che il sistema industriale continui ad essere inefficiente e inadeguato a produrre utile e quindi a conservare o aumentare i posti di lavoro".
E’ inutile che il Ministro Sacconi pensi già ad altre soluuzioni per lo Stabilimento di Termini Imerese non ricordando quando in Calabria e precisamente a Gioia Tauro erano arrivati i salvatori, allora, della patria rilevando uno stabilimento di meccanica per attrezzare la produzione dell’Isotta Fraschini, episodio che ha portato a spendere una montagna di quattrini a fondo perduto per un’azienda che è regolarmente fallita prosciugando così un mare di quattrini e mandando in mezzo ad una strada tutti i lavoratori.
Sacconi, ed il Governo, devono intendere e bene che cosa ci sta dietro alle parole di Marchionne senza fare voli epindarici su soluzioni paliative che porteranno al nulla pagato a caro prezzo.
Non è che i nuovi salvatori di Termini Imerese siano in grado di moltiplicare i pani ed i pesci in un’azienda che la Fiat ha considerato inadatta alla produzione di auto e sento nomi che già mi ricordano l’”affare” di Gioia Tauro.
Con la trattativa con la Fiat si aprirà un nuovo spiraglio verso la competitività e quindi verso l’occupazione o sarà la fine e non solo per l’industria legata all’auto.
Mentre Marchionne deve rendere conto della competitività dell’azienda ai suoi azionisti i nostri Ministri Sacconi & Comapany non possono fare i Ponzio Pilato della situazione ma debbono rendere conto ai cittadini italiani sulla sopravvivenza o meno del nostro assetto industriale che non potrà vivere in eterno di cassa integrazione.
adestra
| inviato da adestra il 28/7/2010 alle 16:31 | |
28 luglio 2010
La solita presa per i fondelli

Ascoltando la tv ho sentito che, nei previsti tagli alla politica, il governo ha deciso nella manovra finanziaria che è al voto un taglio del 10% dei compensi dei ministri e sottosegretari non parlamentari.
Mi sono messo alla ricerca se quello che diceva la televisione fosse vero o meno.
Alla fine ho trovato quanti ministri e sottosegretari non parlamentari abbia questo governo: ebbene, il taglio riguarda solo 9 ministri e sottosegretari (non parlamentari).
La cifra “finale” è ormai certa.
Lo chiarisce, infatti, la relazione tecnica della manovra depositata in Senato: riguarda 2 ministri e 7 sottosegretari e scatta dal 1° gennaio 2011, con la dovuta calma.
Gli aumenti sulle autostrade, tanto per fare un paragone, scattano invece dal 1° luglio: del 2010, non del 2011.
Morale della favola: l’ennesima presa per i fondelli da parte di chi ci governa epretende di essere creduto quanto dichiara di non mettere le mani delle tasche degli italiani.
adestra
| inviato da adestra il 28/7/2010 alle 11:51 | |
27 luglio 2010
Sacconi, se ci sei, batti un colpo

“La partita è più che mai aperta, e sono ottimista per la sua soluzione”. Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ospite di Radio Anch'Io su RadioUno, ha parlato cosi' del confronto con Fiat che si terrà a breve a Torino.
Ricordo già il precedente ottimismo di Sacconi il giorno dopo alle “elezioni di Pomigliano” in cui dichiarava che "bisogna attuare accordi e verificare anche con coloro che non hanno firmato l'adesione a quel modello e io sono sicuro che nessuna organizzazione voglia sabotare il modulo di lavoro che l'unico può attrarre gli investimenti sulla Panda”.
A Torino non basteranno più le dichiarazioni di Sacconi che cerca di seguire l’onda e non cavalcarla in quanto, da questo nuovo incontro, dipenderà la riuscita o meno di un patto che potrebbe, o meno, portare la Fiat ad una riallocazione in Italia di automobili che attualmente vengono prodotte in Polonia.
Il governo non può stare a guardare in quanto il passo essenziale per la riuscita del tavolo di Torino dipenderà anche da che cosa metterà sul tavolo Sacconi per ridurre il costo del lavoro, aspetto basilare per la riuscita di un piano che deve raggiungere livelli di vendita e di redditività per poter essere considerato un reale piano di rilancio.
Capisco che la politica è in altre faccende affacendata ma da questo tavolo deve uscire un piano politico che permetta di arrestare la delocalizzione di prodotti vitali per la nostra economia in quanto il nostro Paese non può continuare solo con la cassa integrazione.
Marchionne che ha lanciato questo piano coraggioso di rientro delle produzioni deve fare sempre i conti con il mercato che è sempre più dinamico nella politica dei prezzi che l’attuale assetto dei costi del lavoro svolto nel nostro Paese penalizza in modo importante.
Su quel tavolo non ci vuole il solito Ponzio Pilato politico ma bensì un politico con deleghe chiare ed in grado di trasformate questo incontro in una pietra migliare per la ripresa occupazionale di un settore che fino ad ora non ha visto che cassa integrazione e licenziamenti dovute alle chiusure di stabilimenti anche dell’indotto.
Ricordo che i cadaveri delle sedi produttive dell’auto sono ancora visibili a Torino e nel circondario ed il loro nomi sono la Lancia di Chivasso, quella di Torino, la Metalfetto, il Lingotto, lo stabilimento di Rivalta e la “spolpatura” dello grandissimo stabilimento di Mirafiori che ha ridotto la forza lavoro in circa 8 mila unità.
Se Sacconi c’è batta un colpo ma non solo a rimorchio della riunione.
adestra
| inviato da adestra il 27/7/2010 alle 19:22 | |
27 luglio 2010
Case fantasma

L’Agenzia del Territorio ha scoperto l'esistenza di oltre 2 milioni di immobili cosiddetti “fantasma”, in quanto non denunciati e quindi sconosciuti al fisco.
Da quanto si legge, il governo spinge per la regolarizzazione, intravedendo un forte aumento del gettito (Ici, Irpef, Tarsu ecc.) stimato dai 3 ai 5 miliardi di euro.
Tale azione sarebbe molto apprezzata, se fosse accompagnata da un avviso di garanzia nei confronti di quegli amministratori comunali corrotti o collusi, che hanno “finto di non vedere” l'illegalità.
Purtroppo nei comuni esistono diversi professionisti che pur avendo un loro studio privato sono anche assessori all’interno del Comune stesso e questo serve loro per “sveltire” le pratiche aumentando così il numero dei propri clienti e questo , molte volte si sente dire, con una buona porzione di nero.
Questi aspetti vanno rivelati e perseguiti a norme di legge.
adestra
| inviato da adestra il 27/7/2010 alle 15:40 | |
27 luglio 2010
Fini non lascia, raddoppia

Fini continua impeterrito sulla sua strada e senza alcuna remora dichiara apertamente ciò che ogni cittadino onesto si attende e cioè che “le leggi non possono servire per tutelare i furbi e garantire un salvacondotto... Devono servire a ben altro”,
Questa affermazione anche a difesa di Granata che da giorni spacca il partito e per far intendere che non deve essere ammessa nessuna retromarcia sulla questione morale che è diventato il nodo più spinoso dell’equilibrio interno del Pdl.
Il Presidente della Camera prosegue sostenendo che “quando si pone la questione morale non si può essere considerati dei provocatori, nè si può reagire con anatemi, o minacciando espulsioni che non appartengono alla storia di un grande partito liberale di massa come lo abbiamo immaginato”.
Fini ha evidentemente colpito nel segno e questo lo si deduce dallo starnazzare del solito Bondi e dell’onnivago Capezzone che, allo stato, ha inteso intrprendere nel Pdl il ruolo dello stuoino del sultano.
Con quanto sta succedendo in questi ultimi tempi nel PdL mi sembra giusto che qualcuno prenda le redini in mano della banda di politicanti che ha inteso la politica solo come uno strumento di arricchimento personale e con una protervia tale da non avere neanche il pudore di prendere le dovute cautele, ed in questo Scajola docet.
Se Fini rappresenta la moralità del partito ben venga o, continuando con questi scandali, sarà la fine.
adestra
| inviato da adestra il 27/7/2010 alle 11:16 | |
26 luglio 2010
La P2 non è mai morta, anzi, si è personalizzata.

In un Paese normale in crisi nera come il nostro che chiede ai cittadini di tirare la cinghia dei pantaloni per tentare uscire da questo grave empasse che mortifica molte classi sociali del nostro Paese, in pratica la maggioranza dei cittadini, è indispensabile fare chiarezza assoluta sulla nostra classe politica.
In una situazione di questo genere mi sarei atteso, anche come da programma elettorale del PdL, l’eliminazione o almeno la riduzione dei benefit ai parlamentari (rimborsi spese telefoniche, viaggi all’estero, auto blu ecc.), l’ aumentare il periodo di blocco degli aumenti automatici ben oltre i tre anni proposti, il ridurre il numero dei deputati, l’eliminazione del Senato in ottica federalismo , il concludere l’eterna questione della sovrapposizione inutile e costosa tra province e regioni, il tagliare i cosiddetti enti inutili e le spartizioni delle cariche pubbliche del “manuale Cencelli”.
Prima di chiedere ai cittadini di essere virtuosi la classe dirigente dovrebbe dare il buon esempio.
Solo attuando colleggialmente un piano di risanamento pubblico equiparando i scrifici, in percentuale, a tutti i cittadini di questo Stato, politici e non, ricchi e non, potremo affontare la crisi senza l’eliminazione dei servizi essenziali di cui già si sente la carenza.
Ma questo non sembra passare neanche nell’anticamera del cervello a chi continua, imperterrito, a scialaquare i soldi asportandoli, come sempre, dalle tasche dei cittadini.
L’esempio l’abbiamo avuto da Scajola che non era in grado di comprendere chi, misteriosamente, gli aveva pagato con 900.000 mila Euro gran parte della sua casa con vista sul Colosseo ristrutturandola pure a gratis e che dire di Lunardi, di Cosentino, del condannato per mafia Dell’Utri, di Verdini che ha appena “rassegnato le sue dimissioni irrevocabili” da presidente del Credito cooperativo fiorentino (Ccf) e da componente del consiglio di amministrazione della banca.
In Italia sono ancora influenti personaggi come Carboni che, secondo le indagini in corso, avrebbe addirittura dirottato denaro nei confronti di politici.
Come ho già scritto in precedenza, ma ogni giorni si aggiunge un nuovo tassello a questa ricerca della verità sulla P3 voluta dallo stesso capo dello Stato Napolitano, abbiamo la riprova che questa classe politica è marcia e quindi non ha più il diritto di rappresentarci né al Governo né all’opposizione che in quanto a scandali ha da pensare ai suoi.
adestra
25 luglio 2010
Carlo Giuliani non è un eroe

Sono stato all’estero per lavoro e quindi cerco di aggiornarmi sulle notizie che non ho potuto, nel frattampo, leggere.
Leggendo tra le notizie che mi ero perso sono rimasto stupito nel leggere la frase di Nichi Vendola, governatore della Puglia, che volendo accaparrarsi tutta la sinistra italiana e diventare il leader del Pd, ha detto che Borsellino, Falcone e Carlo Giuliani sono morti da eroi.
Oggi leggo la puntuale smentita di Vendola che sostiene che "per fortuna esiste su Youtube, il sito www.lafabbricadinichi.it. in cui può vedere e toccare con mano che non ho mai messo Giuliani sullo stesso piano di Falcone e Borsellino”.
E ci mancherebbe!
Per chi di politica ne sa poco, ricordo che il giovane Giuliani fu ucciso durante gli scontri di piazza avvenuti in concomitanza del summit del G8 tenutosi a Genova nel luglio del 2001.
Naturalmente la mia pietà verso chi muore per qualsiasi ideale è immensa; trovo però aberrante accostare Borsellino e Falcone, uccisi dalla mafia mentre facevano il proprio dovere, mentre che, il sig. Giuliani, è morto con il volto coperto da un passamontagna mentre cercava di lanciare un estintore contro un carabiniere posto all’interno di un veicolo dell’arma.
È amaro dirlo, ma se la sinistra italiana pensa di sconfiggere Berlusconi con queste idee, credo che resterà all’opposizione per altri cent’anni.
adestra
| inviato da adestra il 25/7/2010 alle 12:23 | |
24 luglio 2010
I probiviri

Il vice presidente della Camera, Maurizio Lupi, vorrebbe portare il deputato Fabio Granata di fronte ai probiviri del Pdl per quanto espresso in queste settimane in merito alla politica della compagine al Governo.
Il PdL (Partito delle Libertà) non intende accettare chi adombra semplicemente il pericolo che ci siano collusioni con ambienti criminali, fatto, tra l’altro evidenziato anche dal Presidente della Repubblica Napolitano.
Gli stessi fatti che hanno portato alle dimissioni di Scajola e di Cosentino testimonia, in attesa che venga fatta luce sui rapporti di Verdini con la P3 e con Dell’Utri(farà parte dei probiviri?), che il problema di legami tra politici e il mondo del malaffare è concreto e che quindi, in un partito della Libertà, dovrebbe essere assolutamente consentito disquisire con apprensione su questa spaventosa realtà.
Il portare dinnazi ai probiviri Fabio Granata prima che gli stessi non abbiano giudicato chi si è particolarmente contraddistinto nel portare la disistima dei cittadini verso il PdL come il trio, per il momento, Scajola, Cosentino e Verdini mi pare un atto privo di logica e di visione politica in quanto è ormai giornaliero il testimoniare a mezzo stampa le vicissitudini e le implicanze di questi tre.
Se il PdL si traducesse in Partito della Lucrosità si intederebbero meglio i perché questa convocazione pretesa da Maurizio Lupi.
adestra
| inviato da adestra il 24/7/2010 alle 19:5 | |
24 luglio 2010
Intercettatemi

In merito alla ridicola via crucis sulle intercettazioni e relativi emendamenti, mentre Berlusconi benedice la Fiat in Serbia, sembra che si continui a ricorrere a minuzie e bizantinismi comunque deleteri nei confronti dell’informazione, costosi per i cittadini e immobilizzanti per la giustizia.
L’ultima astuzia è riferita al fatto che sarebbero pubblicabili solo le intercettazioni “rilevanti” ai fini delle indagini, dopo selezione, nella cosiddetta “udienza filtro” costosa quanto inutile.
In merito a tutto questo baillame vorrei chiarire la mia semplice posizione che rispecchia quella della maggioranza, non politica, degli Italiani: come persona onesta, e come tutte le persone perbene, non ho niente da nascondere!
Se mai dei giornalisti dovessero, anche se non riesco a immaginare perché, ficcare il naso nella mia vita privata e pubblicare senza autorizzazione notizie su di me, ritengo che le leggi attuali sulla privacy siano adeguate e più che sufficienti.
Mi sembra davvero che lo slogan delle persone oneste dovrebbe essere: “Non ho paura della giustizia, non ho niente da nascondere”.
Nutro un forte dubbio su chi contrariamente alla stragrante maggiornza di noi ha paura della Giustizia in quanto ha, evidentemente, molto da nascondere e quindi, come cittadino, mi rifiuto di pensare che nel nostro paese possa passare un ddl tanto permissivo per chi dovrebbe, in assoluta trasparenza, gestire la res publica.
adestra
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